Razionale

L’emicrania è una malattia neurologica che affligge soprattutto il sesso femminile e rappresenta la terza patologia più frequente e la seconda più disabilitante del genere umano secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

È molto comune nella popolazione e rappresenta uno dei più frequenti motivi di consultazione medica. È una malattia frequente che colpisce circa il 12% della popolazione adulta con una prevalenza femminile tre volte superiore rispetto ai maschi, invalidante e difficile da trattare sia per i medici delle cure primarie che per gli specialisti.

Il suo peso individuale diventa significativo quando si presenta in modo ripetitivo e con un grado di dolore di intensità tale da rendere difficile qualsiasi tipo di attività. Essa ha un forte impatto sia sulla qualità della vita che sui costi diretti e indiretti sostenuti dalla società e viene ormai considerata un importante problema di salute pubblica.

L’individuo che ne è affetto lamenta un significativo peggioramento della qualità della vita, sia nelle occupazioni quotidiane che nelle sue conseguenze sociali, lavorative, familiari e di svago.
Elevato è il suo “burden”, valutato come impiego di risorse per la gestione della malattia, perdita di giornate lavorative, ridotta efficienza sul lavoro e conseguenze psicofisiche. Nella donna compare soprattutto dopo il menarca (in epoca prepuberale ne sono affetti invece maggiormente i maschi) raggiungendo il massimo della sua prevalenza nella quarta e quinta decade di vita, quindi nel periodo di maggiore produttività lavorativa e sociale dell’individuo.

La emicrania si caratterizza per essere una malattia che non risulta diagnosticabile con mezzi laboratoristici o strumentali, ma soltanto anamnestici ed ha una modesta obiettività. Oggi l’emicrania è una delle patologie neurologiche sulle quali è disponibile il maggior numero di conoscenze scientifiche e per le quali è disponibile il maggior numero di farmaci innovativi, specifici e selettivi, ma rimane una malattia misconosciuta e sotto trattata.

Il corso FAD affronta il problema dell’emicrania sottolineandone il carattere di malattia di genere che, pur manifestandosi sia nelle donne che negli uomini, presenta differenze nell’incidenza, nelle caratteristiche cliniche o nelle risposte alle terapie. L’emicrania segue fedelmente l’andamento delle fluttuazioni degli ormoni sessuali femminili, presentando fasi di maggiore acuzie e severità nei giorni delle mestruazioni e dell’ovulazione. Manifesta tipicamente un miglioramento nel corso del II e III trimestre di gravidanza per poi riaffiorare in tutta la sua disabilità dopo il puerperio e l’allattamento. La scomparsa dell’emicrania con la menopausa è tutt’altro che una regola dal momento che in 1/3 delle donne persiste in forma immodificata mentre in 1/3 manifesta al contrario un peggioramento. Le variazioni del quadro clinico, dei fattori scatenanti, la specificità della terapia e la sua personalizzazione fino a diventare quella che oggi si definisce “medicina di precisione” rendono indispensabile un adeguato inquadramento dei suoi aspetti più attuali.

Ultime modifiche: mercoledì, 10 luglio 2019, 17:40